Eccellenze irpine. Alla scoperta di Radici Contadine di Donato Cela

 Eccellenze irpine. Alla scoperta di Radici Contadine di Donato Cela

Fare impresa in Irpinia e nel Sud Italia non è facile, lo sappiamo tutti, ma ultimamente sempre più ragazzi e ragazze scelgono di restare nella propria terra o di tornarci e di diventare imprenditori.
Spesso puntando su settori poco battuti o sulle eccellenze e l’altissima qualità.
È il caso di Radici Contadine, agriturismo con sede a Contrada Setoleto, a Bisaccia. Che fa della riscoperta di una dimensione perduta il suo cavallo di battaglia.

Incontriamo Donato Cela, il titolare, per scoprire meglio la storia dell’azienda e quello che ha in mente per il futuro.

Salve Donato, prima di tutto grazie per aver trovato il tempo per questa intervista.
Io partirei dalle origini.
Come e quando nasce l’idea di aprire un’agriturismo a Bisaccia?

L’idea è nata durante l’inverno scorso nell’ambito di iniziative che ho portato avanti in qualità di presidente di una associazione di promozione sociale. Parlo di Hirpinia? Never been! che aveva lo scopo di fare rete tra tutte le associazioni irpine e, mediante la creazione di un cartellone unico di eventi, dare visibilità alla nostra provincia attraverso un uso appropriato dei social. Si continuava a ripetere che era opportuno aumentare l’offerta di qualità per attirare turisti dall’esterno ed ho pensato di farlo in prima persona. 

C’erano già delle competenze in questo senso sul territorio?

Non vi erano altri agriturismi attivi a Bisaccia. 

Quali sono, secondo te, i pro e i contro di fare imprenditoria in Irpinia?

Io metterei tra i fattori di vantaggio il fatto che non vi sono già tante attività aperte e che c’è ancora spazio per nuove iniziative. Tra i punti a sfavore la bassa densità di popolazione che porta a difficoltà a reperire la clientela sufficiente a coprire le spese.

Quanto è grande e come è strutturata la tua azienda? Come vi orientate sul mercato? Locale o nazionale? Quali prodotti offrirete?

La mia è una impresa individuale. Ho potuto diventare titolare di agriturismo in quanto già imprenditore agricolo. L’azienda è di piccole dimensioni e ho un solo dipendente. Mi rivolgo preferibilmente al mercato nazionale ma con le difficoltà di spostamento legate al Covid 19  quest’anno sarà un po’ difficile. I prodotti che offriremo vanno dalla ristorazione di qualità e con prodotti a km zero alle attività come orto sociale, fattorie didattiche, passeggiate a piedi e a cavallo: Dispongo di 9 camere tutte con tv e wifi. 

Quali sono le difficoltà maggiori per una piccola azienda in questo settore in Italia? Come si fa conoscere anche fuori dal proprio territorio?

Le difficoltà maggiori derivano dalla complessità delle attività necessarie. Bisogna partire dalla produzione diretta di quasi tutto il fabbisogno per il ristorante, trasformare i prodotti. cucinare e assicurare la manutenzione del patrimonio immobiliare stando sempre attenti al rispetto delle stringenti norme in materia. Per farmi conoscere ho puntato molto sui social con la creazione di un sito ed una pagina Facebook. A breve anche la pagina Instagram. 

Eccellenze irpine. Alla scoperta di Radici Contadine di Donato Cela
Quali sono i progetti futuri di Radici Contadine? Quali le prospettive che avete a medio e lungo termine?

Tra i progetti futuri c’è il rendere attivi e fruibili tutti i servizi annunciati e creare una serie di eventi per farci conoscere e per propagandare i valori di sostenibilità ambientale e accoglienza. La prospettiva è quella di riuscire a stare sul mercato per poi ampliare il campo di attività e crescere.

Secondo te come e dove si deve orientare il settore degli agriturismi e della ricettività in generale in Irpinia e in Italia? Noti dei cambiamenti negli ultimi tempi?

Bisogna continuare con questi ingredienti: buon cibo, possibilità di assistere e  partecipare alla produzione direttamente, percorsi enogastronomici, trekking e cicloturismo. Negli ultimi tempi si è assistito ad un incremento a favore del turismo di prossimità che dovrebbe favorire gli agriturismi ma la vacanza al mare a quanto vedo la fa ancora da padrone.

Quali sono le tue considerazioni sulla situazione attuale che vive l’Irpinia, tra crisi economica e spopolamento? Qual è la tua opinione sul futuro di questa terra e cosa si può e si deve fare, secondo te, per invertire la tendenza?

L’Irpinia avrà un futuro se saprà abbinare le attività tradizionali ai nuovi orientamenti della società attuale. Dovrà sfruttare le risorse come il paesaggio, le eccellenze gastronomiche e puntare su una nuova idea di turismo lento e rispettoso dell’ambiente.

Ultima domanda, ti sei mai pentito della scelta di restare qui e di non emigrare come fanno in tanti?

No, mai pentito. Questa è la mia terra e voglio continuare a coltivarla e a condividere i prodotti con gli ospiti che verranno a trovarci.

Grazie mille. Complimenti a te e alla tua azienda e buon lavoro!