Eccellenze irpine. Intervista all’artista Giuseppe Amoroso De Respinis

 Eccellenze irpine. Intervista all’artista Giuseppe Amoroso De Respinis

Giuseppe Amoroso De Respinis è un giovane artista di Sant’Angelo dei Lombardi, dove vive ed opera. Un ingegnere meccanico che ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale per la sua arte.

Lo incontriamo per capire meglio quello che rappresenta con i suoi colori, i suoi progetti futuri e il ruolo dell’arte contemporanea in Irpinia, e nelle Aree Interne.

Salve Giuseppe, prima di tutto grazie per aver trovato il tempo per questa intervista.
Io partirei dalle origini.

Eccellenze irpine. Intervista all'artista Giuseppe Amoroso De Respinis

Quando nasce la tua passione per l’arte, come e perchè?

La mia passione per i Colori e per l’Arte è di natura innata, infatti ricordo che già da quando avevo tre anni trascorrevo intere giornate con fogli e pastelli colorati tra le mani vivendo in un mondo incantato, creando disegni di una espressività unica e irripetibile.
All’età di quattordici anni ho avuto l’onore di conoscere il mio Maestro, cioè il Prof. Augusto Ambrosone. Da allora ho iniziato a vivere di arte in modo assiduo, poiché per me l’arte è linfa vitale ed energia per la mia quotidianità. Questo è testimoniato dalla mia estrema nostalgia per la pittura: quando gli impegni me ne separano per troppo tempo, sento che manca una parte importante di me che vado a ricercare al più presto non appena ho la mente e il tempo libero.

Quali sono stati i tuoi primi lavori e quando hai organizzato la tua prima mostra?

Nelle mie prime opere ero solito raffigurare la realtà, ma poi è scoccata dentro di me una scintilla che ha portato alla mia attuale espressione artistica. In due parole le mie opere sono “astratto ricercato”, perché l’insieme di forme, colori, sfumature e linee che utilizzo hanno un significato preciso per la mia anima, sono rappresentazioni non tipiche della realtà, ma espressive del mio sogno-essere interiore.
L’ampiezza di questa interiorità è vertiginosa: con le varie forme, le varie sfumature di colore, e quindi con i vari modi di comunicare che utilizzo nelle mie opere mi propongo di presentare a chi guarda la mia natura.
Utilizzo questo tipo di espressione artistica perché è quello che più mi appaga e mi fa raggiungere il mondo del non visibile, il mondo dell’Essere.
Invece di parlare della mia prima mostra, mi piace ricordare con le lacrime agli occhi quella che ho organizzato nel 2012 presso l’Abbazia del Goleto. In quella occasione, oltre a presentare più di 50 mie opere, ho presentato anche un mio catalogo artistico. Provai emozioni uniche dentro di me nel vedere le tantissime persone presenti all’evento e pronte ad apprezzare la mia creatura Arte.

Eccellenze irpine. Intervista all'artista Giuseppe Amoroso De Respinis

Tu sei anche ingegnere meccanico, come concili questa professione con il “mestiere” di artista?

Io penso che l’ingegneria e la pittura possano considerarsi due facce della stessa medaglia, insieme conciliano la parte più emozionale e quella più razionale fondendole insieme, per dare vita a quelle che sono le varie sfaccettature della mia personalità. In termini di tempo è chiaramente complesso dedicare tutto il tempo che vorrei alla pittura perché le ore dedicate al lavoro hanno la meglio, ma quando ho qualche momento libero mi butto a capofitto nel mio colorato mondo interiore, per staccare la spina e tirare fuori quante più emozioni posso.

Quali sono i riconoscimenti che hai apprezzato di più?

Tra i premi che ricordo con più piacere c’è sicuramente la Medaglia del Presidente della Repubblica ricevuta nel 2012 , al tempo Giorgio Napolitano. È un premio che ho davvero a cuore, in quanto è uno dei premi più ambiti dagli artisti e il fatto di averla vinta da giovanissimo mi riempie ancora più di una gioia immensa. I riconoscimenti non devono solo essere meri simboli importanti sul momento, ma anche stimoli per impegnarsi sempre di più, per fare emozionare me stesso e chi osserva le mie opere.

Eccellenze irpine. Intervista all'artista Giuseppe Amoroso De Respinis

Quali sono le caratteristiche principali, secondo te, della tua arte? Cosa intendi trasmettere nei tuoi lavori?

La mia arte ha come protagonista indiscusso il colore. È il mezzo tramite il quale riesco ad esprimere me stesso e le mie emozioni. Talvolta lo unifico a linee di diversa natura, talvolta ad elementi direttamente tratti dal mondo reale e resi a modo mio. La cosa fondamentale è tentare di trasmettere a chi guarda la mia visione del mondo, le mie emozioni, il mio io interiore, con le sue varietà quotidiane e la sua intensità. Il messaggio più grande che mi piacerebbe fare trasparire è che l’Arte autentica, quella Vera può trasmettere bellezza e per questo motivo salvare gli uomini.

Cosa stai progettando per il futuro e quale pensi che possa essere il ruolo dell’Irpinia nell’arte, contemporanea e non solo?

Per scaramanzia non mi pronuncio, ma per il futuro ho diversi progetti. Riguardo al ruolo dell’Irpinia nell’arte contemporanea vorrei fare due distinzioni. L’Irpinia può dare tanto agli artisti che vi abitano o che sono di passaggio, poiché è capace di regalare emozioni uniche per i suoi panorami, i suoi monumenti, i suoi suoni ed i suoi colori ma anche, e forse soprattutto, per la sua accoglienza. D’altro canto a livello di eventi artistici nel territorio l’Irpinia ha dato e continua a dar poco, e purtroppo questo mi fa piangere il cuore. Io voglio esser sognatore e spero che questa tendenza cambi, anzi il mio deve essere un appello a tutti, perché se viviamo questa situazione di calma piatta è colpa di tutti, senza far distinzioni.

Tu vivi ed operi a Sant’Angelo dei Lombardi, in Alta Irpinia. Perchè hai deciso di restare e di non emigrare come fanno in tanti?

Credo fermamente che le scelte condizionino la nostra vita e il nostro futuro, e che non esistano scelte “più facili”. È tanto difficile scegliere di restare e precludersi le infinite possibilità che il mondo che c’è “aldilà del sud Italia” potrebbe offrire, quanto decidere di andarsene lontano dalla propria terra e dalla propria famiglia. Io personalmente ho scelto di rimanere qui perché sono innamorato della mia terra e sono stato fortunato a trovare un lavoro che mi permetta di stare accanto alla mia famiglia e contemporaneamente portare avanti la mia passione per la pittura.

Quali sono le sue considerazioni sulla situazione attuale che vive l’Irpinia, tra crisi economica e spopolamento? Qual è la sua opinione sul futuro di questa terra e cosa si può e si deve fare, secondo te, per invertire la tendenza?

Il discorso in risposta a questa domanda potrebbe essere lunghissimo e potrebbe toccare davvero infiniti punti, ma io ne cito solo uno: bisogna far sì che i giovani restino qui, si deve puntare su di loro con tutte le forze. Devo dire che alcuni giovani comunque sono rimasti qui, e tra questi anche io ho fatto questa importante scelta. Spesso si dice che chi va lontano deve esser apprezzato per il coraggio che mostra nell’intraprendere una nuova sfida di vita abbandonando la propria famiglia, ma io penso che questo pensiero sia corretto solo in parte. Il vero coraggio lo ha chi resta qui al sud, in questo caso in Irpinia. Bisogna essere forti, coraggiosi, lottare con amore per portare in alto il nome dell’Irpinia nonostante le varie difficoltà. Però ora sono io a far una domanda a chi legge: tutto questo nostro coraggio basterà?

Complimenti e buon lavoro, Giuseppe. A presto