Fiat 127, l’auto innovativa che rivoluzionò il concetto di utilitaria

 Fiat 127, l’auto innovativa che rivoluzionò il concetto di utilitaria

di Antonio Polito

Era il 1971 e la Fiat immetteva sul mercato dell’auto la 127. Sin dal suo lancio, si intuì facilmente che questa automobile sarebbe stata un successo di vendite per la casa automobilistica torinese. In primo luogo era innovativa, poiché oltre a discostarsi nettamente dai classici format delle utilitarie del passato, adottava soluzioni tecniche che hanno fatto scuola.

Una due volumi, spaziosa, con una linea avveniristica ed aerodinamica (per l’epoca) che ha ispirato numerose case automobilistiche per i propri modelli, si pensi alla Ford Fiesta e alla Volkswagen Golf. La meccanica era all’avanguardia, motore trasversale, collocato anteriormente, trazione anteriore e sospensioni macpherson, soluzioni tecniche che, a distanza di mezzo secolo, equipaggiano utilitarie e non del panorama motoristico contemporaneo.

Venduta in oltre 5 milioni di esemplari, premiata auto dell’anno nel 1972 e posta in commercio sino al 1983, in ben tre distinte serie, è stata ed è tutt’oggi considerata un’icona per il mercato automobilistico italiano. Apprezzata all’estero, riscosse consensi e vendite in diversi paesi europei. Un cenno altresì, quasi nostalgico, non può che essere rivolto a quest’auto, definita per antonomasia ” l’auto del popolo”, per la sua semplicità costruttiva, l’economicità e la proverbiale praticità.

L’automobile di tutti e per tutti, come recitava un celebre spot pubblicitario dell’epoca, era in grado di affrontare lunghi viaggi e al tempo stesso districarsi nel traffico urbano delle grandi città. Consacrata infine anche sulle nostre autostrade, che attraversate dalla ” mitica” 127, rappresentavano di fatto il simbolo di una Italia ” operaia e pendolare”, annoverata nelle prime sette potenze economiche mondiali.