Intervista a GELLIFY: la prima piattaforma di innovazione B2B

 Intervista a GELLIFY: la prima piattaforma di innovazione B2B

GELLIFY è la prima piattaforma di innovazione B2B in grado di connettere nella propria community le startup digitali B2B e le aziende tradizionali con l’obiettivo di innovare processi, prodotti e modelli di business.

Oggi cerchiamo di capire meglio cos’è GELLIFY e cosa fa parlando con Michele Giordani, Founder e Managing Partner GELLIFY Group.

Michele Giordani, Managing Partner & Founder GELLIFY

Michele Giordani

Salve, prima di tutto grazie per aver trovato il tempo per questa intervista.

Grazie a voi per averci contattati e per questa occasione di approfondimento.

Come nasce GELLIFY, quando e perché?

Già precedentemente al lancio ufficiale di GELLIFY (settembre 2017) io, Fabio Nalucci e Gianluigi Martina, dopo aver generato negli anni 2000 2 exit di successo con aziende del calibro di Accenture e IBM nel campo delle Advanced Analytics, avevamo deciso di dedicarci come imprenditori a questa nuova sfida.

GELLIFY deriva dall’aver intercettato un trend nato in Silicon Valley di specializzazione dei venture capitalist che avevano iniziato ad investire non più esclusivamente in startup B2C, bensì focalizzandosi su nuovi trend verticali. Avendo noi una forte competenza in prodotti software enterprise B2B, abbiamo deciso di iniziare ad investire in questa tipologia di startup e di affiancarle con dei programmi di innovazione aperta che aiutassero le startup a crescere e le aziende a innovare adottando nuove tecnologie e modelli di business più digitali. Dopo due anni e mezzo dalla sua nascita GELLIFY si sta affermando come la B2B Innovation Platform di riferimento a livello globale grazie alla propria espansione sui mercati esteri e un’interazione sempre più forte tra nuove aziende orientate alla tecnologia e imprese consolidate.

Quali sono le principali attività e a chi sono rivolte?

GELLIFY è costituita da 2 unità di business che sono “GELLIFY for Startups” e “GELLIFY for Companies”.

GELLIFY for Startups” eroga il programma di “gellificazione” per le startup su cui GELLIFY investe: si tratta di un modello proprietario che in 6-24 mesi impatta su tutte le aree aziendali, strutturando processi e integrando le competenze delle startup. GELLIFY interviene con un supporto specifico volto a colmare i gap che la startup presenta al momento dell’investimento. Il nostro programma dedicato allo scale-up delle nostre startup fornisce quindi servizi più complessi di quelli di mentorship e di base per la creazione dell’azienda tipici degli incubatori.

GELLIFY for Companies” si focalizza sui servizi di open innovation per le PMI e le large corporation che vogliano costruire nuovi percorsi di business innovativi. La divisione è specializzata in corporate venturing, strategie per l’innovazione, digitalizzazione delle vendite e del marketing, industria 4.0 e digital operations, digitalizzazione e potenziamento della forza lavoro. Ci caratterizza un approccio che combina la capacità di definire strategicamente quali progetti costituiscano le innovazioni giuste per l’azienda con la competenza nel realizzare il progetto end-to-end, senza rivolgersi a molti interlocutori che coprono singole fasi del percorso.

GELLIFY ha inoltre creato una community B2B denominata ‘EXPLORE’ in cui imprenditori, investitori, innovatori e professionisti possono entrare in contatto su qualsiasi dispositivo digitale. Attraverso la app, scaricabile dall’App Store e da Google Playstore, gli iscritti possono fare esperienze phygital che si alternano tra il mondo fisico e quello digitale, partecipare ad eventi, e infondere alle loro aziende le più avanzate tecnologie delle startup e le competenze di GELLIFY.

Come sono cambiate nel tempo?

Da un lato, nel giro due anni abbiamo assistito ad un incremento importante delle startup a portafoglio con i relativi ambiti tecnologici (Analytics & AI, Cybersecurity, Martech, Blockchain, Industry 4.0, other tech) questo ha comportato un ampliamento dell’offerta che GELLIFY può proporre alle organizzazioni per trasformarsi in senso digitale. Dall’altro lato abbiamo standardizzato metodologie utili per rendere semplice per aziende piccole e medie l’adozione di queste tecnologie, con grande risposta positiva dalle tante aziende italiane di questo segmento che aspettavano una chiave per attivare le potenzialità del digitale. Le aziende medio-piccole possono tra l’altro oggi imparare ad applicare tali metodologie attraverso una formazione mirata rivolta ai propri dipendenti e pressoché a costo zero, grazie al credito d’imposta 4.0. GELLIFY ha sviluppato un nutrito catalogo di corsi di questo tipo da cui anche le piccole imprese possono attingere.

Come vi possono contattare le persone che leggeranno questa intervista e che possono essere interessate ai vostri servizi?

Intanto possono chiedere l’iscrizione, che per ora è ancora gratuita, alla nostra community B2B dell’innovazione EXPLORE, scaricando la app da questo link: https://www.gellify.com/app-explore/.

Dal nostro sito www.gellify.com possono poi compilare un form di contatto selezionando la propria area di interesse.

Inoltre, per tenersi costantemente aggiornate sulle ultime novità consigliamo di seguirci sulla nostra pagina Linkedin: www.linkedin.com/company/gellify.

Come funziona la formazione finanziata, che è appunto uno dei servizi che offrite alle imprese a costo pressoché nullo?

Si tratta di un’agevolazione prevista dal MISE per le favorire le imprese italiane nell’investimento in formazione per i propri dipendenti su ambiti che hanno come oggetto le tecnologie rilevanti per la loro trasformazione tecnologica e digitale. Presto sui nostri canali sarà possibile visionare il nostro catalogo dei corsi da cui le aziende potranno attingere. Vi diamo alcuni titoli in anteprima: Open Innovation model & strategies; Innovation management & entrepreneurship; Innovation Project Management; Agile Project Management​; Industry 4.0 Technology Roadmap; UX For Digital Products e tanti altri.

Come stanno reagendo le persone ai servizi che offrite? Qual è stata la risposta finora?

Devo dire con grande entusiasmo. In ogni organizzazione si formano delle fazioni che spingono al cambiamento o frenano per restare sullo status quo, è un elemento che accomuna imprese piccole e grandi. La prima ondata del digitale finora aveva scalfito solo la superficie di questo contrasto – perché non era entrata fortemente nei processi aziendali che è l’ambito in cui si alzano le barriere più alte – rimanendo confinato soprattutto all’area del marketing. Credo che gli oltre seimila membri della nostra community EXPLORE e la loro composizione che vede il 37% di aziende grandi, il 5% di aziende medie e il 10% di aziende piccole ne sia una testimonianza, con la partecipazione del 36% di imprenditori, CEO e business leaders ma anche responsabili dell’information technology (12%) e delle risorse umane (4%).

Ve lo aspettavate quando avete lanciato queste iniziative?

Possiamo dire che siamo molto soddisfatti del risultato e francamente felici che anche aziende sotto i 20 milioni di euro di fatturato stiano partecipando e stiano capendo che ci sono gli strumenti e le soluzioni per rendersi col digitale molto più competitive rispetto al passato e cambiare l’inerzia che le vedeva magari combattere non ad armi pari con aziende straniere più grandi.

Quali sono i risultati, finora, di cui siete più orgogliosi?

In primis siamo molto soddisfatti del processo di esportazione del modello GELLIFY che stiamo operando in Europa e fuori dall’Europa: dall’inizio del 2020 GELLIFY è infatti già presente sui mercati dell’Iberia e del Medio Oriente con due nuove sedi e tramite queste sta già presidiando anche altri mercati. In questi paesi la presenza di GELLIFY si sta consolidando rapidamente nonostante la crisi del Covid-19 e contiamo oltre 20 clienti e un volume di business che complessivamente cresce di oltre il 50% l’anno, espressione del fatto che con il giusto aiuto le aziende sono pronte a lavorare con nuovi soggetti più rapidi e innovativi, oltre che con i soliti grandi vendor di tecnologia.

Ci rende anche molto orgogliosi essere riusciti in soli due anni a creare un portafoglio di 25 startup, tre delle quali sono state già vendute a nuovi acquirenti con dei moltiplicatori per noi molto interessanti. Inoltre siamo in fase di negoziazione per l’exit di un altro paio di startup. È un’ottima notizia per noi, perché significa che stiamo costruendo un buon track record in tempi molto veloci.

Un’altra significativa milestone che abbiamo annunciato di recente (l’8 giugno) è l’essere riusciti a lanciare un fondo di investimento alternativo di tipo chiuso con Azimut, la principale società indipendente di gestione del risparmio in Italia. Il fondo è denominato “Azimut Digitech Fund” ed investirà esclusivamente in startup software B2B, contribuendo al supporto e alla crescita tecnologica dell’ecosistema aziendale italiano. GELLIFY sarà advisor di Azimut nell’attività di scouting delle startup, monitoraggio e fasi di negoziazione degli investimenti.

Quali sono le iniziative o le attività che avete in mente per il futuro?

I piani per il nostro futuro prossimo prevedono una crescita ulteriore di GELLIFY, sia organica che inorganica nonostante l’emergenza Covid-19.

Stiamo inoltre finalizzando in questi mesi l’acquisizione di una società di consulenza per l’innovazione che ci permetterà di ampliare il raggio d’azione di GELLIFY nel supportare le aziende nei propri programmi e processi di innovazione. Presto seguirà un annuncio in merito.

Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, il 2020 è stato un anno già pieno di nuovi progetti con il lancio delle branch Iberia e Middle East, ma abbiamo intenzione di fare attenzione ad altre aree del mondo che potrebbero essere interessanti in quanto eccellenze su specifici ambiti di innovazione o per prontezza rispetto all’adozione del modello da parte delle aziende locali.

Su cosa si dovrebbe investire e cosa si può fare per migliorare?

Dal nostro punto di vista le aziende italiane si trovano oggi in una condizione in cui devono ancora avviare una digitalizzazione dei processi che coinvolge anche le tecnologie di base. Pensiamo ad esempio alla dematerializzazione dei processi di vendita e alla digitalizzazione nella gestione documentale: molte imprese sono ancora ferme agli archivi di carta. L’ottima notizia è, che come molto spesso succede, le tecnologie provenienti dal passato sono superate in modo incredibile dalle nuove sia per semplicità che per riduzione dei costi, per cui è ora molto più semplice affrontare in un sol colpo sia i basics che gli aspetti più innovativi senza essere schiacciati da progetti pesanti per le organizzazioni.

Il lockdown e lo smartworking stanno imponendo un rapido cambio di passo e l’agenda digitale 2020-2021 di molte imprese sarà quindi dettata, da un lato dalla necessità di focalizzare al meglio quali problemi di base indirizzare, colmando il ritardo accumulato; dall’altro lato potranno approfondire temi più sofisticati, come i sistemi di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi, spendendo la capacità restante di investimento per guadagnare efficienza o lanciare nuovi business.

Riteniamo che ora sia il momento giusto per concentrarsi sugli investimenti in digitalizzazione necessari per poter restare competitivi sul mercato.

Quale può essere il contributo di realtà come la vostra allo sviluppo e alla crescita del Sistema Paese? In che modo?

Come detto in precedenza, GELLIFY aiuta le aziende a restare competitive sul mercato attraverso innovazione e digitalizzazione. Ed in questo momento particolare le supporta nella ripartenza.

Inoltre GELLIFY lo fa generando nuovi posti di lavoro, sia direttamente in GELLIFY che indirettamente per le startup del nostro portafoglio e per le imprese con cui collabora. Sinora ha generato opportunità per un totale di 400 nuovi addetti e nel corso dei prossimi anni questo numero è destinato a crescere accelerando via via, proprio perché si moltiplicherà tramite la creazione di valore data dal digitale in start-up e aziende già strutturate.