Intervista a Roberto Pascarella, l’ideatore della Stagione delle Meraviglie Irpine

 Intervista a Roberto Pascarella, l’ideatore della Stagione delle Meraviglie Irpine

Roberto Pascarella è il titolare del ristorante Aeclanum, a Mirabella Eclano, e anche l’ideatore della Stagione delle Meraviglie Irpine.
Lo incontriamo per capire meglio cos’è e quali sono le prospettive future.

Roberto Pascarella

Roberto Pascarella

Salve Roberto, prima di tutto grazie per aver trovato il tempo per questa intervista.
Io partirei dalle origini.

Cos’è, come e quando nasce la Stagione delle Meraviglie Irpine?

Per rispondere a questa domanda bisogna risalire agli antipodi. Io sono nato in una famiglia di ristoratori da 4 generazioni sono un appassionato di prodotti tipici di qualità, sommelier professionista, iscritto all’albo nazionale degli esperti assaggiatori di olio vergine ed extravergine di oliva. Nonchè appassionato cercatore di tartufi e funghi e ricercatore di prodotti e ricette antiche della nostra terra.

Quali sono stati gli attori locali coinvolti finora?

Gli attori e collaboratori locali di prodotti tipici sono stati: Azienda agricola Aeclanum, Azienda agricola Meninno, Azienda agricola Riccio Carmela, Manifattura agricola Stagioni Picentine, Liquorificio Ianniciello, Pastificio Farina Senatore Cappelli Re Carlo, Azienda Agricola Terre D’Orti, Venuti Carni, Società Cooperativa Sabina Aglio Irpino, Birrificio Artigianale Serrocroce, Cantine Di Prisco, Cantine Antonio Caggiano, Cantine Terredora, Salumificio Aeclanum, Torronificio Di Iorio, Oleificio Imbriano, Oleificio Di Chiara, Caseificio Artigianale Iliana e Falcone Elio Castagne e prodotti ortofrutticoli. 

Quale obiettivo si pone e quali sono i progetti futuri?

Gli obiettivi sono ovviamente quelli di far conoscere e valorizzare prodotti sconosciuti e prodotti già affermati per valorizzarli e farli apprezzare da noi irpini in primis e dal resto del mondo enogastronomico italiano e non solo.

Che riscontro ha potuto osservare in Irpinia, e non solo?

I progetti purtroppo sono un pò stati interrotti dal covid, ma restano e faremo di tutto per portarli avanti visto il positivissimo esito, successo ed entusiasmo della prima manifestazione. E cioè di coinvolgere il maggior numero possibile di collaboratori e produttori appassionati del settore e non solo per far si che questo evento sia un trampolino di lancio per i prodotti del nostro territorio, che secondo me possono essere il volano motore della nostra economia insieme al turismo e agli altri servizi annessi.

Quali sono le tue considerazioni sulla situazione attuale che vive l’Irpinia, tra crisi economica e spopolamento? Qual è la tua opinione sul futuro di questa terra e cosa si può e si deve fare, secondo te, per invertire la tendenza?

L’Irpinia purtroppo non vive un momento brillante ma siamo stati peggio prima durante e dopo il terremoto dell’80, ma siamo un popolo che lotta e sopravvive alle avversità, le istituzioni e gli enti purtroppo non ci sostengono come dovrebbero, basti pensare che ho presentato richiesta a sostegno per questo evento per ben sette anni consecutivi al comune e per conoscenza alla provincia alla regione e all’E.P.T senza avere mai nessun tipo di risposta. Poi ho deciso di cominciare anche se in maniera ridotta con l’aiuto di produttori e sponsor anche per far capire a tutti cosa avevo in mente, ed è stato un bel successo. Secondo me bisogna credere nei giovani irpini e dargli sempre delle opportunità specialmente se queste hanno delle valide e solide fondamenta. Altrimenti si che si andrà incontro ad uno spopolamento e soprattutto alla perdita di prodotti, alla loro storia,  alla loro potenzialità ed alle opportunità economiche ad essi legate. Una catastrofe insomma alla quale non si potrà più rimediare se non capita e risolta in tempo.

Ultima domanda, ti sei mai pentito della scelta di restare qui e di non emigrare come fanno in tanti?

Non mi sono assolutamente mai pentito di essere rimasto in Irpinia anche se devo confessare che all’età di 24 anni volevo andare ad aprire un ristorante e una gelateria nelle isole Canarie ma mio padre, grande imprenditore irpino, mi disse”tu nonn stai buono co a cap”. Poi ho sempre pensato di aprire un ristorante pizzeria all’estero ma sempre con quartier generale in Irpinia. A mio figlio avevo proposto di scegliere commercio internazionale avendo sempre in mente di commercializzare i nostri prodotti all’estero, ma comunque restando in tema ha intrapreso enologia presso l’Università di Pisa. Io l’anno scorso ho aperto anche un’azienda agricola per poter commercializzare i nostri prodotti, aspettando di aprire dei laboratori di trasformazione e una cantina.

Grazie mille. Complimenti e buon lavoro, Roberto