Storia moderna e modernità

 Storia moderna e modernità

Di Noemi Tavoletta

La scoperta dell’America è stata per anni oggetto di studio da parte degli storici anche contemporanei che usano questa impresa per datare la nascita dell’età moderna. Convenzionalmente infatti la storia moderna inizia nel 1492 con la scoperta dell’America, grazie dapprima a Colombo e in seguito ad Amerigo Vespucci. C’è una sottile ma importante differenza tra storia moderna e modernità, sembra lo stesso termine eppure ci sono libri di storia che approfondiscono tale differenza. La scoperta dell’America ha trasformato profondamente il vecchio continente, infatti, dal punto di vista alimentare, il vecchio mondo ha importato dal nuovo continente nuovi generi alimentari come la patata, il cacao, il caffè ecc, cambiando le abitudini quotidiane dei cittadini del vecchio continente. Sul piano sociale invece, con l’incontro scontro con i nativi americani, viene elaborata la filosofia del buon selvaggio che confluirà verso un nuovo pensiero culturale : l’Eurocentrismo occidentale, che considera tutti i popoli primitivi, inferiori agli occidentali. Dal punto di vista economico, invece, si avviò un ricchissimo e redditizio commercio internazionale con prodotti importati dalle nuove terre.

Nell’ambito degli scambi, avvenne una vera e propria rivoluzione: l’asse principale dei commerci infatti, si spostò dal Mar Mediterraneo all’Oceano Atlantico. Questa scoperta ha sconvolto in modo capillare la mondanità europea e quindi gli storici usano questo pretesto per differenziare e periodizzare la storia moderna a differenza della storia medioevale. La modernità invece indica tutt’altro. La modernità nasce con la rivoluzione americana prima e francese poi. La suddetta rivoluzione francese del 1789 ha ribaltato completamente l’antico regime francese di monarchia assoluta, permettendo al popolo di entrare a far parte del corso storico. Dalla rivoluzione in poi, infatti, non si parla più solo di corti, palazzi e ceti ma di classi formate dal popolo.

La modernità indica un cambiamento radicale dal punto di vista politico e non solo culturale, il 1789 indica tale cambiamento, un epoca caratterizzata dalla prima dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino nonché la nascita della prima repubblica francese. Una parentesi particolare, invece,riguarda le donne durante la rivoluzione francese. La misoginia, basata sull’idea di un’inferiorità fisica e morale delle donne, è stato un pregiudizio mentale largamente diffuso nella grande maggioranza della popolazione medioevale nonché dello schieramento rivoluzionario. Tuttavia il decennio 1789-1799 ha visto alcune novità di rilievo premonitori di futuri sviluppi. Le donne del popolo furono in prima fila nelle giornate rivoluzionarie parigine sin dal 1789, alcune donne, si batterono inoltre, per un riconoscimento dei diritti politici. Tra queste, la più famosa fu Olympe de Gouges, scrittrice e attivista durante la rivoluzione. Nel suo testo politico più importante, “la Dichiarazione di diritti della donna e della cittadina”, de Gouges rivendicò per le donne le stesse opportunità civili e politiche dei maschi. Ciò nonostante fu condannata e ghigliottinata per le sue idee rivoluzionarie.

La storia è come una foto sfocata ma panoramica, essa comprende tutte le azioni umane in tutti i campi della conoscenza e non è mai vivida proprio perché la storia è dinamica e mai statica. Periodizzare la storia aiuta i suoi seguaci a contestualizzare e spiegare determinati eventi accaduti, infatti, la storia moderna per convenzione nasce nel 1492 e termina nel 1848 giacché entriamo già nel periodo contemporaneo. La modernità, invece, nasce con la rivoluzione francese e raggiunge il suo apice con la rivoluzione industriale del 1800, questa ha trasformato profondamente il sistema produttivo fino a coinvolgere l’intero sistema sociale.

Ciò che noi consideriamo moderno è sempre qualcosa che rappresenta la nostra epoca, oggi riusciamo a respirare la storia contemporanea grazie alla tecnologia ma nel 1500/1600 le persone non si differenziavano dal contesto medioevale. La modernità vive all’interno della contemporaneità giacché gli uomini contemporanei sono in grado di differenziarsi dagli uomini moderni. Un altro discorso invece riguarda le donne, le donne infatti, non hanno vissuto il Rinascimento, l’illuminismo ne il romanticismo. La storia delle donne in quanto equiparabili agli uomini aventi diritti e doveri inizia solo nella storia contemporanea.

La storia ci insegna una moltitudine di cose che spesso non notiamo, la battaglia delle donne per il diritto al voto, le guerre italiane per la creazione del regno d’Italia. Queste sono solo due dei cambiamenti storici che oggi diamo per scontato ma che continuano ad apparire sul palco teatrale della nostra storia. Le donne hanno combattuto duramente spesso rischiando la propria vita per essere considerate alla pari degli uomini e purtroppo ancora oggi continuano, continuiamo, questa battaglia. Per la formazione del regno d’Italia ci sono volute tre guerre d’indipendenza per allontanare gli Asburgo dalla penisola e guarda caso, ancora oggi lottiamo per tenere unita un’Italia che a parer mio sembra più propensa alla separazione delle singole regioni. La storia non è solo passato, la storia è anche presente e futuro e noi ne siamo i protagonisti.