Tra covid e crisi economica. Intervista ad un giovane imprenditore irpino

 Tra covid e crisi economica. Intervista ad un giovane imprenditore irpino

di Matteo Galasso

CI troviamo a Calitri, in provincia di Avellino, dove incontriamo Benedetto Cestone, che gestisce l’omonima azienda di distribuzione di prodotti ortofrutticoli.

Buongiorno Benedetto, come nasce la sua azienda e quali sono le sue attività?

Questa azienda è nata nel 1965, attualmente siamo alla seconda generazione. Disponiamo di un servizio all’ingrosso attivo da vent’anni che ha sede a Conza della Campania e uno al dettaglio presso Calitri, dove abbiamo aperto la prima sede. Non siamo un’azienda di produzione, non produciamo beni, ma garantiamo un servizio logistico su prodotti ortofrutticoli. Il nostro obiettivo è quello di permettere un servizio veloce dal campo di produzione all’ingrosso, seguito dallo smistamento alle sedi al dettaglio. Quest’attività è fortemente influenzata dai cambi di stagione, rispetto ai quali disponiamo di una diversa quantità di prodotti, la cui diversità e varietà costituiscono spesso un reale problema per la loro conservazione. Disponiamo per questo di quattro celle frigorifere, ciascuna con temperature e funzionalità differenti, che utilizziamo per stoccare e smistare i prodotti anche lungo un arco di tempo di un anno dalla raccolta. Per il trasporto poi siamo dotati di camion refrigerati affinché il prodotto non si rovini durante lo smistamento.

Che problematiche ha riscontrato la sua azienda con l’emergenza coronavirus?

Sicuramente il primo lockdown si è rivelato un vantaggio in quanto sono aumentati i consumi e di conseguenza la domanda, che inizialmente riuscivamo a soddisfare per intero. Ma dopo le prime settimane i primi problemi con l’offerta che iniziava a scarseggiare, anche perché spesso ci imbattevamo nel problema dei braccianti che si rifiutavano di andare a raccogliere i prodotti. Infatti siamo stati costretti rispetto ad una situazione di normalità ad implementare i carichi, anche a due al giorno, contando però sullo stesso personale. Inoltre per implementarne la logistica e l’accessibilità abbiamo ridimensionato i nostri magazzini per affrontare l’emergenza: prima garantivamo a tutti gli acquirenti che vi accedevano di selezionare personalmente i prodotti, con l’emergenza l’accesso è stato contingentato e di conseguenza si sono create spesso enormi file di acquirenti, che non potevano selezionare contemporaneamente i prodotti essendo rallentati nell’acquisto.

Quando finirà l’emergenza quali saranno le prospettive dell’azienda?

Un obiettivo importante che ci poniamo è proprio quello di informatizzare l’azienda, dotandoci di un software che ci garantisca un sistema di gestione per velocizzare queste dinamiche. È chiaro che ci troveremo ad aver bisogno di personale specializzato che si occupi solo dell’aspetto informatico. Quindi sono necessarie giovani risorse provenienti dal territorio che sappiano utilizzare la tecnologia in modo professionale affinché possiamo incrementare questo ramo. Purtroppo il settore dell’imprenditoria in Irpinia non si è mai sviluppato del tutto. Di conseguenza le aziende del territorio non possono fare leva su risorse giovanili. Il non essere davvero progrediti sotto l’aspetto tecnologico ci impedisce di evolverci, riuscire a crescere, mantenere competitività rispetto alle altre aziende ed offrire più posti di lavoro.

Secondo lei dopo questa spinta rispetto alla rivoluzione digitale dovuta al coronavirus, il mercato si sposterà prevalentemente online rispetto ad ora?

L’e-commerce e il mercato online sono due priorità, nelle quali dobbiamo inserirci il prima possibile. Abbiamo realizzato da anni quanto sia importante un nucleo aziendale basato su questo aspetto tecnologico: ma il problema non è crearlo ma gestirlo e capire quanti ricavi e costi aggiuntivi ne derivino. Non le nascondo però che puntiamo sempre prevalentemente alla rete locale che abbiamo costruito negli anni con la vendita all’ingrosso per supermercati e ristoranti.