Tra l’emergenza sanitaria e quella economica. Intervista ad un giovane imprenditore irpino

 Tra l’emergenza sanitaria e quella economica. Intervista ad un giovane imprenditore irpino

Sono mesi che si vive stretti tra l’angoscia e la paura. L’angoscia di un’emergenza sanitaria e di una pandemia che ha reso tutto incerto e la paura di morire di crisi economica, prima ancora che di covid.

E sono proprio gli imprenditori, i commercianti, le partite iva, che stanno soffrendo più di tutti. Perché hanno costi fissi e strutture da mandare avanti, ma il crollo negli spostamenti e nei consumi li penalizza enormemente.

C’è però chi non si arrende e, anzi, rilancia.

Come Francesco Ciullo, giovane imprenditore di Gesualdo.

Ciao Francesco, come stai vivendo la pandemia? Com’è cambiato il tuo lavoro?

Stiamo vivendo giorni molto difficili e allo stesso tempo tristi. Dopo qualche mese di calma apparente siamo ritornati a vivere l’incubo delle crisi sanitaria, mentre quella economica e sociale sta diventando sempre più insostenibile, con effetti e ricadute su famiglie ed imprese. Il modo di lavorare della mia azienda è cambiato radicalmente, ormai sono otto mesi che non lavoriamo più. Scontato dire che il virus ci ha messo due palle di piombo al collo e resi immobili, niente spostamenti tra regioni, niente viaggi e quindi niente turismo. Un effetto domino devastante e logorante.

Quali difficoltà stanno creando maggiori problemi a voi imprenditori?

C’è gente disperata, purtroppo non sa più cosa fare per fronteggiare le numerose spese che abbiamo. In questo mese, ho sentito tanti amici, piccoli imprenditori come me, ridotti allo stremo delle loro forze. Qualcuno, purtroppo, difficilmente alzerà la saracinesca.

Come valuti gli aiuti e il supporto dello stato centrale e delle regioni?

Gli aiuti che abbiamo ricevuto, con tutto il rispetto, ci hanno aiutato a tamponare minimamente la grossa perdita che il virus ci ha inflitto. La situazione odierna è molto più grave e preoccupante perché a Marzo eravamo tutti impreparati, adesso però non ci sono alibi. La famosa seconda ondata era prevista e ci siamo fatti trovare impreparati.  

Cosa stai facendo per resistere e rilanciare la tua attività? In che modo?

Caratterialmente sono una persona che non si dai mai per vinto né tantomeno si perde d’animo nonostante le numerose difficoltà. E’ un nostro dovere tornare a parlare di futuro. Non farlo significherebbe firmare la nostra condanna. Per questo motivo abbiamo investito molto nella sicurezza e nella sanificazione dei nostri mezzi, per di più avendo un’attività con servizio NCC (noleggio con conducente) ho investito nell’acquisto di una Mercedes Classe E per garantire la massima sicurezza, nel pieno rispetto delle norme antiCovid, ai nostri clienti.

Buon lavoro e auguri, Francesco