Viaggio tra le imprese locali. Intervista alla Coop. Guido di Gesualdo

 Viaggio tra le imprese locali. Intervista alla Coop. Guido di Gesualdo

Fare impresa in Irpinia e nel Sud Italia non è facile, lo sappiamo tutti, ma ultimamente sempre più ragazzi e ragazze scelgono di restare nella propria terra o di tornarci e di diventare imprenditori.
Spesso puntando su settori poco battuti o sulla valorizzazione delle eccellenze locali.

È il caso della Cooperativa Guido, con sede a Gesualdo, che si occupa di servizi per il turismo in Irpinia, ed è concessionaria dei servizi di biglietteria e accoglienza del Castello di Gesualdo.

Incontriamo Rocco Savino, l’amministratore della cooperativa, per capire meglio come nasce e quali obiettivi si pone.

Ciao Rocco, prima di tutto grazie per aver trovato il tempo per questa intervista. Io partirei dalle origini.

Come e quando nasce l’idea di aprire Guido? C’erano già delle competenze in questo senso sul territorio?

L’idea di fare impresa con la coop. Guido nasce nel 2015. Io e i miei soci, tutti provenienti da un percorso di studio nei beni culturali e tutti attivi nel mondo dell’associazionismo a Gesualdo, ci siamo resi conto che c’è la necessità di un’organizzazione capace di porsi al servizio dei visitatori, degli enti e degli operatori del turismo come i tour operator, le guide, il mondo della ristorazione e della ricettività, ponendo al centro del progetto la valorizzazione dei beni storici e culturali del nostro territorio.

Quali sono, secondo te, i pro e i contro di fare imprenditoria in Irpinia?

I pro di fare impresa in Irpinia sono vari. Prima di tutto lavorando nel proprio territorio si può fare leva sulle radici e sulla passione per i nostri luoghi. Inoltre il tenore di vita è molto più tranquillo e accessibile. Da non sottovalutare è il fatto che per alcuni settori c’è ancora molto da fare e che con le giuste idee si può creare un vero e proprio sviluppo lavorativo ed economico ma anche sociale. Chiaramente anche i contro sono vari. Le difficoltà di fare impresa vengono soprattutto da mercati poco sviluppati e privi di grosse utenze. In relazione al turismo, oltre a dover competere con attrattive importantissime, come Napoli, Pompei, Reggia di Caserta, Costiera Amalfitana, Paestum, ecc., queste stesse non vengono mai sfruttate per richiamare verso l’aera interna i numerosi visitatori che le affollano. Bisogna perciò creare un’offerta integrata e di concerto al territorio e al tessuto commerciale.

Quanto è grande e come è strutturata la vostra cooperativa? Quali servizi offrite e quali sono le attività accessorie che organizzate?

La coop. Guido è composta da 4 persone, di cui 3 soci cooperanti e un socio lavoratore. I servizi che offriamo sono quelli della gestione dell’assistenza e dell’accoglienza dei visitatori, del servizio di biglietteria e di assistenza burocratica e logistica durante gli eventi realizzati presso le strutture storiche. Questo per ora accade per il Castello di Gesualdo ma abbiamo stretto anche numerose collaborazioni per creare rete e percorsi oltre il territorio del nostro comune. Inoltre organizziamo eventi dedicati alla valorizzazione del territorio e promuoviamo le piccole produzioni di eccellenze agroalimentari in un lavoro di intermediazione. Forniamo per giunta a tutti i tour operator interessati, soluzioni e informazioni, relative alla nostra area, utili alla realizzazione di nuovi pacchetti turistici da offrire ai propri clienti.

Quali sono le difficoltà maggiori per una piccola realtà in questo settore in Italia? Come si fa conoscere anche fuori dal proprio territorio?

Come già accennato la difficoltà maggiore è proprio quella di dover capire che le grosse attrattive turistiche campane devono essere un’opportunità per questo territorio e non un competitor. La comunicazione resta alla base della promozione del territorio e quindi delle aziende che lo vivono. A mio avviso non è stata mai messa a punto una strategia di comunicazione a lungo termine basata sulla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e artigianali e delle bellezze naturalistiche, storiche e culturali di questo territorio. Le singole aziende possono investire fondi per una comunicazione relativa alla propria attività ma è impensabile che esse investano per una comunicazione molto più ampia e duratura, la quale deve essere organizzata dagli enti al fine di offrire una offerta unica presso i mercati più ampi, non solo quello regionale ma anche quello nazionale e internazionale. La durata di queste strategie, quindi la programmazione, è il fattore principale. Meglio investire meno e per parecchio tempo che molto e in poco tempo al fine di permettere a chi ci lavora di programmare in modo preciso e proseguire in un percorso con degli obiettivi concreti e non estemporanei, senza l’ansia di dovere ottenere tutto e subito.

Quali sono i progetti futuri della Cooperativa Guido? Quali le prospettive che avete a medio e lungo termine?

Per il nostro futuro ci siamo preposti l’obiettivo di continuare il nostro percorso perfezionandolo e dimostrando che anche qui si può fare impresa con il turismo. Inoltre è nostro intento riuscire a creare lavoro con ulteriori assunzioni. Il 2019 ha visto un incremento di presenze su Gesualdo del 200% rispetto al 2018 e il 2020 era cominciato con un aumento di presenze e delle prenotazioni di oltre il 250% per il primo semestre, inoltre la ripresa post-covid sta dando dati incoraggianti. La situazione dovuta alla pandemia comunque ci ha riportati indietro di qualche anno annullando tutti i progressi in termini di dati, ciò non toglie che è previsto, grazie al lavoro fatto sin ora, di essere già pronti quando si tornerà alla normalità. Dobbiamo confrontarci giornalmente con il territorio e anche con la politica, dare gli spunti giusti e i dati concreti per creare la programmazione citata sopra. Le prospettive sono quelle di ampliare la nostra rete di servizi e di ampliare soprattutto le collaborazioni con gli attori del settore turistico non solo qui in Irpinia.

Secondo te come e dove si deve orientare il vostro settore in Irpinia e in Italia? Noti dei cambiamenti negli ultimi tempi?

Il settore turistico irpino ha solo da guadagnarci se viene fatta una programmazione orientata ad una rete di sviluppo provinciale. I singoli comuni, anche se ricchi di eccellenze e storia, non sono in grado di offrire ai visitatori un’attrattiva per più giorni. Dare un’offerta integrata sull’intero territorio e tra i vari settori, culturale, storico, enogastronomico, religioso, naturalistico, come già detto prima, si può iniziare a “sfruttare” i bacini d’utenza delle grosse attrattive campane, questo risulterebbe un primo passo molto importante. In Italia il discorso è diverso. Abbiamo aree che sono capaci, già da anni, di fare turismo a livello internazionale e che possono essere da esempio per altre realtà simili come territori. A volte, però, sembra inspiegabile che con le risorse attrattive del nostro paese (mare, montagna, natura, storia, arte, enogastronomia, ecc.) non ci sia un’economia, ma anche la ricerca, basate sul turismo.

Quali sono le tue considerazioni sulla situazione attuale che vive l’Irpinia, tra crisi economica e spopolamento? Qual è la tua opinione sul futuro di questa terra e cosa si può e si deve fare, secondo te, per invertire la tendenza?

Non credo che si possa cambiare in breve tempo la tendenza dello spopolamento. Sono sincero, ancora per molto, saremo sempre meno. Viviamo ancora oggi lo scotto di un mancato sincronismo tra politica, economia e sviluppo. Le infrastrutture che vengo realizzate e progettate ora avrebbero fatto comodo decenni fa. Saranno certamente utili ora e negli anni a venire ma non daranno quel contributo che avrebbero dato durante il post ’80. Ciò non toglie che si può iniziare a puntare alle piccole eccellenze, alla professionalità, alla passione per la propria terra, sfruttando le nuove tecnologie e vie di comunicazione, le infrastrutture. Uno sviluppo sostenibile non incrementerà la popolazione in poco tempo ma renderebbe la qualità della vita migliore.

Grazie mille. Complimenti a te e alla Cooperativa Guido, e buon lavoro!