Viaggio tra i circoli di partito. Intervista ad Angelo Laurenza

 Viaggio tra i circoli di partito. Intervista ad Angelo Laurenza

Sono anni che si sente dire che i partiti non hanno più rapporti con il territorio e i cittadini. Anni che si vede la mancanza di radicamento, un tempo fortissima.
Ma nonostante tutto ancora oggi i circoli dei partiti, le loro sezioni locali, sono presenti in buona parte del territorio e coinvolgono un numero rilevante di attivisti e simpatizzanti.

Nelle prossime settimane cercheremo di conoscerli meglio. Conoscere il loro impegno, le loro attività, il loro ruolo fondamentale di raccordo tra i rappresentanti e i rappresentati.

Oggi incontriamo Angelo Laurenza, segretario del Circolo GD di Afragola.

Salve Angelo, prima di tutto grazie per aver trovato il tempo per questa intervista.

Grazie a voi per le bellissime realtà del nostro territorio che state raccontando.

Come è cambiato il ruolo della sezione locale del partito negli anni?

Radicalmente. Prima era il principale punto di riferimento politico per noi giovani, anche tra le mura scolastiche. Poi però, vuoi per motivi personali, vuoi per divergenze politiche, il circolo è stato lentamente abbandonato e il nostro rapporto con i cittadini, ovviamente, ne ha risentito. 
Quando sono diventato segretario, 2 anni fa, eravamo rimasti in 4 a partecipare alle riunioni. Ricostruire un rapporto con i cittadini non è stato facile, ma ora siamo passati da quei 4 di 2 anni fa a circa 20 di oggi, con un’ampia rete di persone che, pur non partecipando, si fida di noi e inizia a vederci come punto di riferimento. Siamo ancora lontani dal fermento di 10 anni fa, ma sono molto soddisfatto di quello che stiamo costruendo.

Quali le occasioni di confronto e di discussione con i militanti?

A parte le nostre iniziative formative, con i militanti si discute quotidianamente al circolo o sui nostri canali social. Neanche la quarantena ci ha impedito di essere uniti, anche se solo virtualmente. Ma ai miei militanti dico sempre che  non si deve discutere solo tra di noi, ma anche con l’esterno, perché questa è la differenza tra una comunità e una tribù. Per questo tra febbraio e marzo dell’anno scorso abbiamo organizzato diversi gazebo per tutta la città per parlare con i cittadini. Una campagna di ascolto che ha avuto anche un discreto successo e che speriamo di ripetere a breve.

Cosa pensi sia cambiato negli anni nel rapporto tra politica, partiti e cittadini?

I mezzi. Oggi la politica si fa soprattutto su facebook o whatsapp e questo limita molto le possibilità di discussione   e i risultati sono inevitabili: la politica è distante dal cittadino, il cittadino è distante dalla politica e le divergenze politiche si sono trasformate in odio e mancanza di rispetto. Poi c’è la grande problematica del nostro secolo, le fake news, che con l’avvento dei social e dell’informazione di massa stanno prendendo sempre più piede.
Per questo le realtà del territorio giocano un ruolo fondamentale, perché possono riavvicinare il cittadino alla politica, ma per farlo si deve tornare lì dove può esistere un vero confronto tra politico e cittadino, e cioè nelle piazze. I social dovrebbero avere solo un ruolo marginale.

Come pensi che si possa aumentare la partecipazione alla vita politica attiva dei cittadini, soprattutto dei più giovani?

Anzitutto, mi preme dire che i cittadini tengono ancora molto alla politica. Anche noi giovani, spesso veniamo dipinti come disinteressati, ma la verità è che siamo i primi a preoccuparci per temi come la disoccupazione giovanile o la dispersione scolastica, perché ci riguardano da vicino. Inoltre, si fa sempre più assordante la voce dei Millennials e della cosiddetta Generazione Z ( cioè i nati dopo il 2000) sull’emergenza climatica, tanto da portare una ragazza di appena 16 anni ad organizzare una delle più grandi manifestazioni globali della storia. 
Il punto è che non sono i giovani ad aver abbandonato la politica, ma è la politica ad aver abbandonato i giovani.
Bisogna ricostruire una comunità, mostrare ai nostri coetanei che hanno un punto di riferimento di cui possono fidarsi e dare loro la possibilità di fare la differenza. 
Per questo il nostro circolo sta ora lavorando per convincere l’attuale amministrazione a riattivare il Forum Dei Giovani di Afragola, così da invogliare anche chi è distante dalla politica dei partiti a partecipare attivamente. 
Per quanto riguarda il nostro circolo, continueremo a fare la nostra parte di luogo di aggregazione e di formazione politica di centrosinistra.

Grazie mille e buon lavoro. A presto!