Viaggio tra i circoli di partito. Intervista al segretario del circolo PD di Montefusco

 Viaggio tra i circoli di partito. Intervista al segretario del circolo PD di Montefusco

Sono anni che si sente dire che i partiti non hanno più rapporti con il territorio e i cittadini. Anni che si vede la mancanza di radicamento, un tempo fortissima.
Ma nonostante tutto ancora oggi i circoli dei partiti, le loro sezioni locali, sono presenti in buona parte del territorio e coinvolgono un numero rilevante di attivisti e simpatizzanti.

Nelle prossime settimane cercheremo di conoscerli meglio. Conoscere il loro impegno, le loro attività, il loro ruolo fondamentale di raccordo tra i rappresentanti e i rappresentati.

Oggi incontriamo l’avvocato Giovanni Carpenito, segretario del Circolo PD di Montefusco.

Salve avvocato, prima di tutto grazie per aver trovato il tempo per questa intervista.

Grazie a Te per avermi coinvolto in questa lodevole iniziativa.

Come è cambiato il ruolo della sezione locale del partito negli anni?

Dalla mia prima iscrizione ai Giovanni Popolari, nel 1995, all’esperienza del Partito Democratico è trascorso un tempo considerevole, durante il quale molte cose sono cambiate. Volendo cogliere un aspetto specifico, direi che, all’inizio, la sezione sembrava un luogo di appannaggio esclusivo di persone di più lungo corso, nel quale un giovane si muoveva timidamente. Invece, negli anni, complice anche la nascita di nuove formazioni politiche, diversamente organizzate, si è assistito ad un significativo innesto di energie nuove, non solo in termini anagrafici ma anche di approccio alle questioni ed al dibattito.

Quali sono le attività e gli impegni principali?

Montefusco, come ogni piccolo comune, sconta il limite della sostanziale identificazione dell’attività politica con quella amministrativa. Dalle scorse elezioni comunali, siamo passati da una fase in cui il circolo era fortemente rappresentato in consiglio comunale, ad una in cui tale rappresentanza è, in qualche modo, venuta meno. Occorre, pertanto, ripensare il ruolo del partito a livello locale, cercando di dare impulso alla discussione, attraverso un rinnovato contributo alla risoluzione dei problemi, oltre che alla determinazione delle scelte a livello provinciale.

Quali le occasioni di confronto e di discussione con i militanti?

A quanto detto in precedenza, va aggiunto che i luoghi di incontro si sono progressivamente spostati sul versante dei nuovi strumenti di comunicazione, in particolare, dei social. È un fenomeno di portata ampia, che involge la politica a tutti i livelli. Al netto di questo, purtroppo, i residui spazi tendono ad essere occupati dagli appuntamenti elettorali, anche partitici, oltre che da convegni su temi contingenti.
Spero che la campagna elettorale per le regionali rappresenti un punto di partenza per un rinnovato interesse alla vita politica, nel suo significato più ampio.

Cosa pensa sia cambiato negli anni nel rapporto tra politica, partiti e cittadini?

La risposta necessiterebbe di uno spazio che travalica i confini di questa intervista. Credo, tuttavia, che l’aspetto più importante sia la progressiva perdita dell’impronta partecipativa a favore di altre forme di organizzazione della raccolta del consenso. A mio sommesso avviso, tutti i partiti hanno ceduto alla tentazione di superare la difficoltà di interlocuzione con la società, attraverso la ricerca del leader che, in un dato momento, è meglio in grado di entusiasmare, calamitando il voto. E questo è avvenuto anche in formazioni politiche, come il Partito Democratico, che affondano le proprie radici in culture politiche che si sono sempre caratterizzate per un approccio diametralmente opposto, vale a dire quello del più ampio confronto.

Come pensa che si possa aumentare la partecipazione alla vita politica attiva dei cittadini, soprattutto dei più giovani?

Questa è davvero una bella domanda. Innanzitutto, dal mio punto di vista, alcune trasformazioni sono, in qualche modo, irreversibili, anche perché esprimono un mutamento culturale della società nel suo complesso. Tuttavia, credo che la sfida da raccogliere sia quella di portare la elaborazione della proposta politica ad un livello sempre più vicino al cittadino, in modo da recuperarne il senso di appartenenza alla comunità di riferimento.

Grazie mille e buon lavoro. A presto!